|
Pagina 3 di 4 SEZIONE ARTE RAFFAELE DI COSTANZO Sculture in radici Un Arte più unica che rara: Raffaele Di Costanzo, da vent’anni raccoglie sulle spiagge radici sfilacciate di alberi locali, limoni, ulivi, dalle quali plasma figure astratte e concrete. MADDALENA LEONI Olio su tela Via Monte Barano 1, Barano d'Ischia Cell.: 3497757690 - 3464987580 Nata a Barano d’Ischia il 12 Agosto del 1946. Sposata giovanissima e madre di cinque figli. Ha sempre amato il disegno e la pittura, il suo professore di pittura fu De Angelis, che la incoraggiava a proseguire. Ha vissuto in Inghilterra otto anni e mezzo, dieci anni in Canada e sei e mezzo in Africa. E’ tornata in Italia nel 1987 e si è stabilita vicino Firenze, lì ha frequentato una bottega d’arte e ha frequentato una bottega d’atre. E’ stato in quegli ambienti che ha conosciuto il pittore Massimo Callossi allievo dell’Annigoni. Da lì ha cominciato a dipingere. Ha realizzato alcune mostre ad Ischia dove si è trasferita stabilmente dal 1999. MARIO MAZZELLA Pittura Mario Mazzella nasce ad Ischia (NA) nel 1923. Pittore professionista, all'età di tredici anni apprende le prime nozioni presso lo studio del pittore rumeno John Pletos, morto ad Ischia nel 1938. 1940 dà inizio agli studi al liceo artistico di Napoli, sotto la direzione del maestro Emilio Notte. 1944/1945 insegna Storia dell'Arte presso la sezione del Regio Liceo classico, "Umberto I" di Napoli distaccata in Ischia durante tutto l'anno scolastico. Dal 1947 partecipa alla vita artistica nazionale ed internazionale, con mostre personali, presenze in collettive e rassegne. Espone nelle principali città italiane: Napoli, Roma, Firenze, Milano. In Europa e negli Stati Uniti d'America: Zurigo, Ginevra, Malta, Banberg, Norimberga, Berlino, Bonn, Strasburgo, Luxemburg, Dubrovnik, Siviglia, Marseille, Londra, Parigi, New York e Tokyo. Ottiene premi e riconoscimenti di rilievo, tra cui: nomina a Cavaliere della Repubblica, per meriti professionali. Professore d'arte "H.C" (honoris causa) dell'istituto d'Arte "G. Morandi" di Fidenza. Vari critici, scrittori, giornalisti e amici dell'Arte hanno scritto del suo lavoro: M. Stefanile, B. Passarin, E. Ranucci, C. Barbieri, A. Schettini E.K. Koberwitz, G. Mandel, S. Krauthenko, R.M. De Angelis, F. Perche, C. Valmante, H. Weiss, R. Franchini, E. Giuffredi, A. Garise, F. Legrottaglie, A. Ovino, T. Tagliabue, M. Miserocchi, F. Cimara, D. Rea, E. Malagoli, N. D'Antonio, S. Isolabella, P. Pomilio, L. Piroli, Fausto Romero-Miura, I. Marino, T. Della Vecchia. Recensito da molti quotidiani, riviste e in moltissimi volumi d'arte: dal Quadrato al Comanducci al Bolaffi, l'Enciclopedia Universale della Pittura Moderna. Ediz. SEDA e l'Archivio Storico degli Artisti Italiani del 900 - Volumi 10 - Istituto Editoriale d'Arte S.R.L. Milano. Personaggi del mondo politico, dello spettacolo, professionisti, nazionali ed internazionali, Pinacoteche, Enti culturali collezionano sue opere. Il materiale biocritico su M. Mazzella si trova presso l'archivio per l'arte del Novecento di Firenze, l'archivio Biografico e Storico artisti italiani contemporanei della Galleria Nazionale d'arte Moderna e Contemporanea in Roma, e l'archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. Un uomo semplice, discreto, magro, di età indeterminata, che non richiamerebbe la nostra attenzione se non fosse perché, da quel corpo così asciutto, scaturisce una incontenibile - ed incontenuta - ricchezza di sensazioni che, grazie alla capacità delle sue mani per dare forma a quello che sente la sua anima, si trasforma in arte. Mario Mazzella potrebbe essere benissimo fratello di Perceval, di Canades, o di Carmita Pinteno, che considero i più autentici depositari dello spirito fondazionale del "Movimento Indaliano", intesa come rivoluzione pittorica di avanguardia, di esaltazione della forma e del colore, di fronte al falso accademismo ellenizzante - il Neoclassico - dell'Europa colta, perché il mondo classico è quello del pescatore, quello del contadino, in contatto diretto con questo mare: il Mare della Cultura, il Mare di Ulisse, il Mare della civiltà, definitivamente il Mare Nostrum, di tutti noi, tagliati per la sua luce viva, definitrice, tagliente, che non lascia spazio al diffuso, all'incerto ed al vago. Noi mediterranei, siamo figli della luce. La luce è l'elemento classico, di fronte alle ombre del Nord. E, se la luce non può essere dipinta, essa però può essere vista: nel mediterraneo, sempre azzurro e bianco, quello che sorprende nell'isola Verde - si che è possibile dipingere i suoi differenti stati d'animo, le sue forme e, anche - ed è la verità definitiva dell'Arte mediterranea - i gesti con i quali ci parlano queste forme. Ed in questa lotta per esprimere il gesto della forma, per fare da interprete delle forme, Mazzella, quasi come un dio, colloca mondi, forme, colori, linee; e si confronta con l'uomo, con la sua saggezza, con i suoi dolori... Tutto sta in funzione dell'uomo, ed il resto è l'ambiente dove vive l'uomo. Da qui, quindi, che, nei suoi quadri, capta la vita più che la realtà, semplicemente, perché non si può copiare quello che si va a creare; da qui che dipinga mare, fino ad avvertire odori; che dipinga l'uomo fino a che parli l'uomo. E come lo fa? Con la filosofia della semplicità, della sincerità, del tratto apparentemente semplice e categorico della curva sensuale (pescatrice, donne massicce, cupole, barche, onde) accentuata, se possibile, per i pochi tratti retti, il ché produce un equilibrio fra il sentimento, la luce e la forma, e non altro che questo è l'anima mediterranea: un campo vergine, con fertilità propizia alla nascita. E, lì nella sua piccola Isola Verde e quasi vergine - nonostante tutto - Mazzella sente e dipinge il battito della vita con la tecnica del "l'aspira e rigetta" - quando concretizza in ogni quadro quella formulazione astratta e meravigliosa del Mediterraneo - la luce - in una ordinazione geometrica delle forme più che in una combinazione fredda dei colori, perché il colore, alla fine non è altro che l'epidermide della forma: la buccia con la quale, al pelarla leviamo il colore alla mela. Mazzella in ogni quadro infonde la realtà concreta l'astratto. GIOVANNI DE ANGELIS Pittura Decide fin da bambino di intraprendere la carriera artistica. A Milano, a soli undici anni riceve il "Premio del fanciullo artista", nel 1950 incontra lo scultore svizzero H. Haller dove trascorre un periodo di lavoro presso il suo studio a Zurigo e presso lo scultore Zschokke a Basilea. Nel 1954 incontra e frequenta ad Ischia il poeta Eugenio Montale modellandone un ritratto . Nel 1958 si diploma all'Istituto d'arte di Napoli e nel 1961 riceve dal governo di Bonn una borsa di studio per l'Accademia di Monaco di Baviera. Soggiorna cinque anni (dal 1962 al 1967) a Moltrasio e continua a frequentare a Milano E. Montale, F. Russoli, Enzo Fabiani, Gryzko Mascioni, Dino Buzzati, P. Chiara, A. Sala, R. Sanesi ed molti altri ancora. Nel 1973 nella sua Ischia inizia a frequentare Renato Guttuso e Libero de Libero, infine nel 1994 decide di ritornare ad Ischia dove attualmente vive e lavora. Le sue mostre sono state ammirate in tutto il mondo, da segnalare, in particolare le mostre di Los Angeles, Milano, Locarno, Monaco di Baviera, Basilea, Bolzano, Colonia, Bruxelles, Parma, Parlamento europeo di Strasburgo e di Berlino. Negli anni, ha allestito svariate mostre anche nella sua isola natale, Ischia. MICHELE MAGNANIMO FOTOGRAFO I riflessi di immagini come risultato di una ricerca dell’originalità dei luoghi e dell’armonia degli elementi compositivi. Ecco ciò che può rendere eterni, stati d’animo, altrimenti destinati a svanire col passare del tempo. Queste le caratteristiche che rendono preziosa l’attività di MICHELE MAGNANIMO fotografo professionista, dotato di spiccata sensibilità artistica, si dedica da anni con successo alla realizzazione di servizi per cerimonie unici e particolari. Il suo approccio con gli sposi simpatico ed informale, gli consente di creare un’atmosfera di amicizia in cui è più facile lavorare; nascono così foto simpatiche, particolari, ambientate in posti poco convenzionali. CERAMICHE CIANCIARELLI Ceramiche Nel 1985 FILIPPO CIANCIARELLI fonda a Barano d'Ischia, alla via Regina Elena, 87 (nella zona del Vatoliere, una stradina che conduce alla spiaggia dei Maronti) le CERAMICHE CIANCIARELLI, in cui profonde tutte le sue conoscenze apprese durante una vita dedita all'arte. ( Filippo Cianciarelli nasce artisticamente nel 1955 dopo una lunga esperienza pittorica, scultorea, grafica e partecipazioni a mostre in Italia ed all'estero - nel 1967 espone a Montreal, Canada, in occasione dell'EXPO' INTERNAZIONALE). Creando opere impressionistiche ed innovative ma senza perdere il contatto con la meravigliosa natura che lo circonda). Negli anni a seguire riesce a trasmettere la sua grande passione per il lavoro anche ai suoi figli DOMENICO e RAFFAELE che lo seguono e affiancano nella gestione del laboratorio e nel pensiero rivoluzionario del decoro Cianciarelli.
|