In evidenza
Anche quest'anno ARTISCHIA si è svolta ad Ischia Ponte e si è nuovamente scelto di integrare la mostra dell’artigianato locale con una sezione dedicata ai prodotti agro-alimentari ed enogastronomici di elaborazione autoctona, denominata AGRISCHIA.

Artischia & Agrischia 2009. Un laboratorio a cielo aperto per gli alunni dell’isola

Artischia & Agrischia 2009ha avuto come ospiti d’onore tanti alunni delle scuole isolane che hanno potuto ammirare da vicino l’artigianato isolano e sperimentare l’arte tramandata di generazione in generazione. Le scolaresche, all’incirca 200 alunni isolani, hanno potuto ammirare la creatività degli artigiani che riescono grazie alla loro abilità a plasmare opere meravigliose.
Fonte: il golfo.it

Il Progetto Policoro ha sostenuto Artischia & Agrischia 2009 dimostrando di credere in un evento che ha l’obiettivo di valorizzare il bagaglio delle tradizioni artigianali ed agricole della nostra isola.
Il Progetto Policoro è un progetto organico della Chiesa Italiana inaugurato dalle tre Pastorali(la Pastorale sociale, la Pastorale Giovanile e la Caritas) nel’95 per cercare di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione del Sud Italia.
Gli obiettivi perseguiti sono:
- Offrire alle Chiese locali strumenti ed opportunità per affrontare il problema della disoccupazione giovanile in una prospettiva di evangelizzazione e promozione umana.
- Aiutare le Chiese ad interagire fra di loro con spirito di solidarietà e di reciprocità.
- Stimolare le varie pastorali e le aggregazioni laicali a lavorare a rete in un’ottica di sinergia e collaborazione.

Agrischia.

Agrischia ha riscontrato un ampio assenso  nei visitatori, che hanno avuto l’occasione di conoscere le molteplici imprese isolane dedite alla produzione di miele, vino, olio e  salumi. Ogni impresa ha avuto il proprio stand, che ha  funto, principalmente, da luogo per raccontare la propria Storia, le proprie attività specifiche e le peculiari tecniche produttive utilizzate, nell’ottica di una trasmissione del bagaglio di conoscenze legate alla tradizione locale, lontana nel tempo e contemporanea. Insomma Agrischia ha consentito ai visitatori di scoprire la tradizione caratteristica di ciascun azienda isolana coinvolta, e di riflesso l’insieme delle tradizioni dell’isola d’Ischia.

Artigianato sociale.

L’artigianato come strumento di espressione per valorizzare i legami sociali. Il Centro diurno dell'unità operativa di salute mentale di via Michele Mazzella - Ischia.

Iscrizioni ad Artischia 2010.

Puoi contattarci fin da subito per iscriverti ad Artischia, fiera dell'artigianato ischitano - edizione 2010.



Espositori 2009
Indice articoli
Espositori 2009
Officina dell Arte
Sezione Arte
Officina Agrischia, enogastronmia locale

SEZIONE AGRISCHIA,ENOGASTRONOMIA LOCALE

AZIENDA AGRICOLA FILIPPO FLORIO

Le bottiglie della cantina di Filippo Florio.
La tradizione di fare vino nella famiglia Florio (di origine Siciliana) inizia quando il “capostipite Filippo Florio” arrivò ad Ischia, precisamente a Casamicciola, agli inizii del 1800, non sappiamo perché scelse di vivere a Buonopane, dove si sposò ed ebbe tre figli.
Da questo antenato è nata la passione per la nostra famiglia di coltivare i campi a terrazza, in particolare i vigneti tipici dell’iaola, e vivere principalmente con l’agricoltura: conigli nel fosso, fagioli zampognari, frutta : pesche albicocche, mele annurco, pere, fichi, noci, … ortaggi, …
I vitigni sono per il 90% autoctoni e sono: biancolella, forastera, uva pane, falangina, greco di tufo, trebbiano, moscato, uva arilla,.. per i bianchi e aglianico, perè e palummo, cammamele, tintore, sangiovese, … per i rossi.
Il contadino ischitano per sua scelta, miscela le uve per farne un vino del tutto originale, unico per ogni singolo anno, nella stessa cantina troverete vini diversi sia in funzione dei terreni sia per le quantità che vengono miscelate in ogni singola botte, è la storia e trazione di questi laboriosi contadini, testardi come le rocce, ma, generosissimi.
Filippo Florio ha voluto imbottigliare il vino seguendo tutte le regole dell’isola.
La vendemmia viene fatta intorno al 10 ottobre, le uve una volta tagliate, si lasciamo “ammusciare” per qualche giorno, poi si macinano, e vanno, dopo una filtrazione in cesti di vimini e tela in botte di acciaio, una volta di castagno, si lasciamo fermentare per 1 mese e poi si travasano e si elimino le fecce, poi dopo altri 2 mesi si filtrano e si fa la precipitazione a freddo, portando il vino ad una temperatura inferiore allo zero gradi , precisamente – 4, e dopo 10 giorni si imbottiglia. Unico conservante che viene messo è il bisolfito in una quantità tra 4 o 8 grammi per ogni cento litri, secondo l’annata.
In questo modo il vino conserva gran parte dei suoi profumi e conserva il suo colore giallo.
Questo vino va abbinato alle pietanze tipiche dell’isola: Coniglio, pollo, pesce, maiale, antipasti e formaggi freschi,…Il nome di questo vino è DON LUIGI.
Il vino rosso una volta raccolto si lascia per 7 giorni “ammosciare” e poi i chicchi vengono tolti a mano o con la deraspatrice, per 4 o 5 giorni si lasciano fermentare e ogni due o tre ore viene girato. Dopodichè viene pigiato e leggermente torchiato e si mette in botte di legno, ogni 20 o 30 giorni viene ossigenato per sei mesi. Poi viene messo in damigiane e si lascia maturare per altri 6 mesi e poi si imbottiglia.
Il nome è L’ACINATO.
Lo spumante DONNAGNESE, è fatto secondo la ricetta di mia madre, l’uva che viene scelta è moscato e malvasia con l’aggiunta di mosto di biancolella, i chicchi si lasciamo fermentare nel mosto per 72 ore e dopo si passa per lo “scappuccio” doppio tela che filtra il mosto e lo chiarifica subito, per 30 giorno si lascia fermentare in damigiane e poi si imbottiglia, e si brinda a Natale e capodanno. Questi vini non sono di elevata gradazione, il loro grado alcolico è intorno ai 12°C, questo è dovuto in gran parte al fatto che le viti producono molti grappoli di uva e per coltura non si buttano a terra i raspi, altro fattore che determina la bassa gradazione che le viti sono alte ed hanno molti rami.
Altri prodotti di alta qualita e di nicchia, vendibili solo su prenotazione e durante il periodo di raccolta o stagione:
- frutta secca: fichi, noci, …
- aromi: basilico, peperoncini,…
- agrumi: limoni, aranci, mandarini,…
- animali di cortile: conigli da fossa, polli ruspanti, uova,…
- pomodori a piennul e in salsa
- i sottoli e sottovuoto
- i faglioli zampognari
- le mele annurco
- i funghie poi ancora marmellate, fruti: pesche, albicocche, prugne, uva da tavola, …
Il tutto puo’ essere degustato oppure visitato attraverso escursione alla scoperta dell’isola nascosta.

AZIENDA AGRICOLA ALLEVAMENTO DI CONIGLIO SEMIBRADO

L’azienda del coniglio semibrado nasce nel 2004 dopo aver vissuto per circa un anno nel Connetticut in USA e aver visitato un’allevamento di polli all’aperto .
L’azienda è situata a Fiaiano nel comune di Barano D’ Ischia, è impiantata su una superficie all’aperto di circa 10.000 MQ di terreno di cui 2500 recintati e suddivisi in due recinti.
Nel primo recinto, denominato reparto svezzamento, vengono svezzati gli animali a partire dal 38° giorno di età fino al momento della vendita che avviene in torno a 100 - 110 giorni di età. Il reparto svezzamento è formato da sei file di gabbie. Ogni gabbia è composta da due ricoveri di un metro e venti di lunghezza per sessanta centimetri di larghezza, sollevata dal suolo di circa ottanta centimetri fornito di doghe in legno e box antistanti di due metri lunghezza per due metri e quaranta di larghezza. Il coniglio scende dal ricovero al box dove trova il suo habitat naturale.
Nel secondo recinto, denominato reparto riproduzione, ci sono le fattitrici con i coniglietti appena nati fino al 38° giorno di età. Il reparto riproduzione è formato da dieci filari di gabbie in rete impostate su pali di legno. In ogni filare ci sono 50 fattrici. Le nostre fattrici vengono accoppiate in media ogni 24 giorni dal parto. La gravidanza dura 31 giorni e in media partoriscono 10 – 12 coniglietti. Il nostro coniglio semibrado si alimenta 2 volte al giorno, al mattino con il mangime cubettato miscelato con fiocchi di mais e carote essiccate e senza OGM modificato, e alla sera con fieno di Roccaraso che non contiene foglie ma solo fusto. Per quanto riguardo l’abbeveraggio vi è un serbatoio in PVC su ogni filare che viene riempito con acqua corrente ogni giorno ed ogni gabbia è fornita di biberon da cui i conigli bevono. Disponiamo di un impianto di macellazione scarrabile certificato a norme CEE già usato nei parchi nazionali e siamo i primi nelle isole a possederlo.
L’allevamento è certificato dall’ ISMECERT ( Istituto Mediterraneo Certficazione) e siamo sul sito della regione Campania. E’gestito da me e mio marito Michele Scotti e provvediamo personalmente a far sì che l’animale cresca in un ambiente tranquillo, pulito e sano. Siamo autorizzati sia dal comune di Barano D’Ischia che dall’ ASL 2 di Ischia. Facciamo la raccolta differenziata dei rifiuti solidi e liquidi. E’ nostra intenzione far sì che il coniglio semibrado diventi una realtà sempre più apprezzata e conosciuta anche nel resto d’Italia. Le sue carni sono molto più sode, saporite e senza grassi in quanto il coniglio si muove liberamente e scava nel proprio box come se fosse libero.

DI COSTANZO GIUSEPPE, SALUMI TIPICI ISCHITANI

Ischia è un isola di terra, per cui, le prelibatezze gastronomiche più rinomate sono prodotti di campagna. Vivere su questo scoglio fino alla fine degli anni 50 non era agiato, come, oggi, collegamenti con la terra ferma saltuari, pochissime strade, assenza di auto, luce,… per cui gli abitanti dovevano provvedere all’auto sufficienza alimentare, da qui molti animali da cortile e animali di stazza superiore, come il maiale, erano indispensabile per la sussistenza alimentare di ogni famiglia, garantivai la sugna per condire gli alimenti, la carne nel periodo natalizio, gli insaccati per il periodo delle fave (maggio), il prosciutto e il capicollo per la vendemmia, le salcicce per la robusta colazione nei lavori in campagna nel periodi di fine inverno (gennaio – febbraio e marzo) e inizio primavera.
In altre parole ad Ischia ogni famiglia allevavo per il suo uso uno o due maiali all’anno. Da questo tradizione, è nata la mia passione di produrre salumi, che facessero continuare ad esistere questa tradizione culinaria e al tempo stesso far conoscere questi prodotti ai tanti turisti che ogni anno acquistano i miei insaccati.
La mia ricerca, parte dalla tradizione, ma rispecchia quelle normative che oggi disciplinano il settore agroalimentare, senza dimenticare i sapori forti di questa nostra terra.
La scelta di animali provenienti da allevamenti selezionati, dove viene privilegiata la qualità e non la quantità, la scelta dei pezzi idonei per la lavorazione e preparazione dei salumi, la diligente maestria nel raccogliere le erbe aromatiche tipiche, la stagionatura, che varia per ogni singolo prodotto, che consentono di gustare i profumi del prodotto, il seguire regole semplici ma precisa, per dare un prodotto di qualità e di nicchia.
Stagionatura, varia a secondo le stagioni e clima, orientativamente:
- salcicce 15 giorni;
- salami 2 mesi;
- pancetta 6 mesi
- Capicollo 5 mesi
- Prosciutto 1 anno
La mia attività è iniziata 30 anni fa e da oltre 15 anni ho l’autorizzazione a produrre i salumi ischitani, un consiglio prima di acquistare gustate i miei prodotti, dopo ne acquisterete una quantità maggiore e per una buona parte della vostra vita.

AGRITURISMO LA PERGOLA

L’Agriturismo la Pergola si trova nel Comune di Forio, alla via San Giuseppe 8.
Già percorrendo il pergolato di accesso, la sensazione di serenità e benessere avvolge l’anima.
Il profumo di mille fragranze, il cinguettio degli uccellini, farfalle qua e là.
E poi la vista e il sapore del sale che arriva fin quassù.
Ad accogliervi "Barone" e “Baroncino” i cani di Giosuè. "Barone" abbaia e sta li fermo, poi si avvicina e abbaia ancora, senza far nulla, voi vi fermate, e lui è contento del suo lavoro.
Ed ecco sul ciglio della porta venire incontro Giosuè che vi saluta e vi accoglie in un ambiente di serena familiarità.
Le camere molto confortevoli, dotate di aria condizionata e riscaldamento, affacciano sul cortile ricco di fiori dai mille colori.
E poi la vista, il verde della campagna e da lontano il mare corona il paesaggio.
Se le stanze colpiscono per la gradevole posizione e la dolce atmosfera, il pasto non é da meno, anzi direi esclusivo.
Dalle marmellate, tutte prodotte con la frutta dell'azienda, che arricchiscono la prima colazione, fino all'olio prodotto con le olive degli alberi sparsi qua e là. Per non parlare della frutta, dei pomodori, ortaggi.
E che vino!
Quale migliore accompagnamento alle carni anch'esse provenienti dall'allevamento aziendale: Polli, Conigli e Maiali.
Tutte pietanze davvero saporite a base di prodotti naturali provenienti dell'azienda, cucinati sapientemente secondo la tradizione locale,di gran gusto e leggerezza. Insomma che altro dire: un occasione da non perdere!
Tutta l'azienda e immersa in un verde vigneto.
Qua e la Alberi di Ulivo. Ma da questa terra sono tanti i frutti che la rendoro florida:
Uva, frutta, ortaggi, da cui derivano le marmellate, vino, olio.
Ma gli spazi concedono di avere anche api, galline, polli e conigli che crescono in questa verde terra e che rendono tutte le pietanze ricche di sapori indimenticabili. I Prodotti che è possibile trovare presso l’ agriturismo la Pergola sono marmellate di: Uva, Albicocche, Ciliegie, Fichi, Fragole, Limoni, Limone e Albicocche, Limoni e Fichi, Limoni e Fragole, Limoni e Albicocche, Limoni- Pesche e Albicocche, Limoni e Zucca, Mandarini, Mele Cotogne, Pesche, Prugne Selvatiche e Pesche, Prugne Selvatiche.
Oltre alle marmellate vi è il Miele, le Olive sott’olio, i Carciofini sott’olio, le Zucchine sott’olio e l’ Olio d’Oliva Extravergine.

D’AMBRA VINI

E' la storia di una piccola impresa meridionale divenuta azienda di fama internazionale grazie alla religiosa dedizione, alla passione sconfinata e al fiuto straordinario della famiglia D'Ambra. Il fondatore e' Francesco D'Ambra, ovvero Don Ciccio. Nato nel 1863 da una famiglia di viticoltori locali si dedica fin da giovanissimo al commercio del vino di cui e' intenditore e fine estimatore. Il vino di Ischia e' apprezzato e consumato sul mercato della Napoli di fine secolo. Don Ciccio ha l'intuizione di aprire al pubblico, nella capitale partenopea, tre depositi con relativi spacci di vendita di vino nelle localita' piu' popolate e caratteristiche della citta': Chiaia, Mergellina, Posillipo. Gli affari prosperano e presto si fa strada il desiderio di avviare e sviluppare una grande azienda a Ischia. Il primo passo e' l'acquisto dell'antica Villa Garavini, che diventa cosi' la casa madre dell'azienda Francesco D'Ambra fu Agostino. Del resto la posizione limitrofa al porto della nuova sede agevola l'attivita' commerciale della ditta. Nei fastosi saloni che un tempo ospitavano le feste in onore di Re Ferdinando IV di Borbone, vengono sistemate grandi botti di castagno e rovere. La vendita e' estesa ai maggiori mercati regionali per allargarsi poi verso l'estero. Ischia produce allora 250.000 ettolitri di vino. Il porto e' animato da un continuo traffico di vinaccere (o varcelle), e motovelieri che caricano vino, per lo piu' bianco - custodito nei classici carrati di castagno da 700 litri - e destinato a grandi centri di smercio regionali come - Genova e Trieste o alla Francia e alla Germania, passando attraversano i relativi "punti franchi". E' il periodo d'oro del commercio vinicolo meridionale. A Francesco D'Ambra, divenuto caposaldo di quel tipo di commercio vinicolo, succedono nel 1952 i figli Mario, Michele, e Salvatore. La ditta Francesco D'Ambra si trasforma in D'Ambra Vini d'Ischia S.p.A. e inizia una serie di trasformazioni industriali che ne fanno oggi un'azienda vitivinicola modello. Si vinificano e imbottigliano le uve pregiate biancolella, forastera e per'' e palummo; si acquistano vigneti nelle zone piu' rinomate dell'isola reimpiantando soltanto varieta' di pregio; si potenziano gli impianti di vinificazione e imbottigliamento; si costruisce infine un nuovo stabilimento enologico a Panza d'Ischia, una delle zone viticole piu' importanti dell'isola. Nel 1984 Mario D'Ambra - divenuto unico proprietario della D'Ambra Vini S.p.A. - riconduce l'azienda a una nuova conquista di mercati nazionali e esteri, dopo un breve periodo buio in cui quasi stava per essere inghiottita da una multinazionale svizzera. Alla morte di Mario D'Ambra, succedono i tre nipoti, Riccardo, Andrea, e Corrado che continuano l'attivita' ispirandosi ai principi di una maggiore selezione delle vigne e a prodotti sempre piu' caratteristici. Nel 2000 la proprieta' passa all'enologo Andrea D'Ambra, il piu' giovane dei nipoti di Mario, che prende le fila di una tradizione di famiglia, iniziata nel 1888 dal nonno Francesco, e che dura ancora oggi dopo piu' di 100 anni. Fiore all'occhiello di Casa D'Ambra, il vigneto di Frassitelli e' situato a 500 mt sul livello del mare. Consacrato da Veronelli come uno dei "piu' belli al mondo" e meta di pellegrinaggi enogastronomici, il vigneto appartiene alla famiglia D'Ambra dal 1960. E fu proprio Veronelli a consigliarne la vinificazione separata. Da allora si e' giunti a uno dei primissimi esempi, forse il primo in assoluto, di applicazione pratica del concetto di Cru cioe' di vino prodotto esclusivamente da uve provenienti da una determinata vigna (in francese Cru) particolarmente vocata. Esempio di coltivazione eroica, il vigneto Frassitelli e' stato recentemente dotato di una monorotaia di acciaio che ha sostituito le strade interpoderali, permettendo cosi' di abbattere 400 ore di lavoro e sacrifici inauditi. Una persona di buona forza riusciva a portare solo dieci cassette al giorno, oggi grazie a questo sistema si e' arrivati a venti cassette in quindici minuti. Casa D'Ambra acquista ogni anno circa 5000 quintali di uva da 150 viticoltori ischitani.
I vigneti
I vigneti di proprieta' dell'azienda sono di quattro ettari in localita' Frassitelli, e un ettaro in localita' Montecorvo. Inoltre Casa D'Ambra ha in conduzione - assieme a viticoltori locali - 6 ettari nelle zone piu' vocate dell'isola. L'azienda punta decisamente sui vitigni locali: biancolella, forastera, uvarilla (bianchi) e il piedirosso e guarnaccia (rossi). Inoltre, a testimonianza di un'attenzione verso il miglioramento della qualita' delle uve e di omologazione delle vecchie varieta', e' stato istituito nel 1995 un campo sperimentale, una sorta di banca genetica per la ripresa delle varieta' scomparse, impiantato nella tenuta Frassitelli. Cosi' guarnaccia e guarnaccello, la coda cavallo e streppa rossa, rillottola e il don lunardo, e poi la catalanesca, l'uva romana, l'uva procidana, e l'uva coglionara, potranno tornare a vivere nel panorama viticolo ischitano.
La vendemmia
La vendemmia inizia verso il 20 settembre e si protrae fino al 10 ottobre: in ragione delle differenze delle qualita' dei vigneti e della loro collocazione i periodi di maturazione variano, ma cio' non impedisce di ottenere vini equilibrati ogni anno. La raccolta delle uve e' manuale e - per garantirne l'integrita' - viene trasportata in piccole casse.
La cantina
Le operazioni di produzione, dal vigneto all'imbottigliamento, sono seguite personalmente dall' enologo e attuale proprietario Andrea D'Ambra. La cantina, un edificio incastonato in un anfiteatro naturale alle pendici del Monte Epomeo, si sviluppa su una superficie di 3500 mq. All'interno si articolano tutte le fasi della produzione: la vinificazione, la cantina con serbatoi di acciaio, le botti piccole e grandi per l'affinamento del vino rosso, l'imbottigliamento e il magazzino dei prodotti finiti. E' condizionata con temperatura ottimale dei vini. La capacita' lavorativa delle uve e' di 800 quintali al giorno per le bianche e 250 quintali per le rosse. La capacita' di cantina e' di 10.000 ettolitri in acciaio e 300 hl in legno. La linea di imbottigliamento consente una produzione oraria di 3000 bottiglie.

ISCHIA SAPORI

Dalle esperienze contadine della antica Casa vinicola dell'isola (Perrazzo), dai suoi legami con i vignaioli-agricoltori di solari agrumeti e frutteti, nasce l'ISCHIA SAPORI, prima ed unica fabbrica di liquori d'Ischia. L'intento di riscoprire antichi gusti e DELIZIE DELLA NATURA al di là delle mode correnti, è stato perseguito con scrupolosità selezionando il meglio che questa terra meravigliosa produce.
I LIQUORI: Ischia e Procida sono rinomate per la qualità dell'albero di limone che fiorisce e fruttifica generosamente in vari periodi dell'anno. Nell'agrumicoltura mondiale l'Italia figura al primo posto nella produzione del limone, dell'arancio e del mandarino. Una selezione delle specie di agrumi più diffuse nel golfo, quali le varietà più pregiate di "femminello", "monachello", "lunario" e del famoso "limone di pane" per il LEMONIS e di "citronella", "deliziosa" e "citrus comune" per il MANDARIS, esaltano il gusto dei relativi liquori di agrumi. E' noto che le isole flegree sono costellate di agrumeti e non vi è casa o giardino che non abbia il suo alberello di limone, di arancio o di mandarino.
I marchi LEMONIS, FRAGOLIS, MANDARIS, ORANGIS, sono formati dal nome del frutto e le due lettere iniziali della terra di origine, Ischia, olim aenaria". Infatti, gli agricoltori, selezionati i vitigni migliori, hanno convertito parte dell'improbo lavoro della vite a favore di cospicue piantagioni di agrumi con particolari impianti a limoneti ben protetti dai venti e dagli assalti parassitari. Il colore giallo del limone è presente ovunque, finache nello stemma municipale di Ischia. I contadini dell'isola solevano offrire, con orgoglio, il frutto di antiche ricette tramandate di generazione in generazione come il limoncello, il mandarinetto, il fragolino, l'arancio. Ma è il LEMONIS che si è affermato come fine pasto eccezionale. Ottimo tonico per l'apparato digerente e per tutto l'organismo. Dalla semplice macerazione delle scorzette e delle foglie di limone, si ottiene, per infusione, questo meraviglioso, sano e gradevole liquore a 32 gradi.
L'ISCHIA SAPORI produce anche un tipico AMARO di erbe e frutta al particolare sapore di " rughetta" a 30 gradi: il RUCOLINO.
LE MARMELLATE: Sono confezionate secondo le stagioni, senza conservanti. Quelle di limoni, arance, pomodori e zucche sono disponibili tutto l'anno.
IL MIELE: Tre produttori locali e una "comune" producono quello d'agrumi, d'acacia, di castagno ed il millefiori anche alle mandorle.
LE SPEZIE: Tipiche di Ischia: aglio, basilico, peperoncino, origano, capperi, prezzemolo, pinoli, rosmarino, menta, finocchiello, uva passa, sono confezionate in vasetti con rustica stoffa campagnola.
LE TORTE ISCHITANE: Sono tronchetti da 500 gr. Alle mandorle ed al cioccolato bagnati al Lemonis. Confezionate sotto vuoto, si conservano per circa un anno ed i tranci sono avvolti in carta e nastro.
L'OLIO AL LIMONE: Extra vergine di oliva, denominato ORO DI ISCHIA, è un olio molito con il limone in macine di pietra rivestite di raffia. Condisce bresaola, pesci, insalate, bruschette e carpaccio.
I VINI D'ISCHIA: Sono solamente vini D.O.C. e "CRU" di alta qualità il VIGNA SPADARA, il TUFACEO, l'ISCHIA BIANCO D.O.C. l''ISCHIA BIANCO SUPERIORE D.O.C. e l'ISCHIA ROSSO D.O.C.
Governati in vigna dal giovane enologo che firma le etichette dell'ISCHIA SAPORI, Sigismondo Marco Savastano, Perito Agrario, hanno tenuto a battesimo tutta la produzione esposta in questi brevi cenni, giacchè attraverso i vignaioli-produttori è scaturita una canalizzazione di tutta la produzione agricola dell'isola con proficui risultati in termini di occupazione e scambi. E' possibile visitare e degustare i prodotti nella piccola fabbrica sempre, mentre è necessario prenotarsi per una visita alle aziende agricole, vere oasi di agriturismo, come la tenuta di Vigna Spadara.

PIETRATORCIA

Le Cantine di PIETRATORCIA si propongono di rilanciare l´immagine dei vini d´Ischia realizzando grandi vini di prestigio in picccole produzioni. Per realizzare questo ambizioso progetto è stato realizzato il reimpianto di nuovi vigneti su sei ettari di terreno e l´allestimento di cantine tecnologicamente all´avanguardia Le Cantine di PIETRATORCIA vogliono essere un segnale d´inversione di tendenza verso il recupero dell´antica civiltà contadina dell´isola  e del suo territorio. I vini di PIETRATORCIA sono prodotti con le più avanzate tecnologie enologiche da antiche famiglie isolane, Iacono, Regine e Verde, che si avvalgono della preziosa assistenza di tecnici dell´Istituto di San Michele all´Adige (TN).
Le cantine di Pietratorcia sono nate a Forio, sul versante occidentale dell'Isola d'Ischia, grazie all'impegno di giovani appassionati che hanno voluto riprendere  a valorizzare la tradizione di antiche famiglie isolane, iacono, regine e verde. Le vecchie cantine di famiglia sono state ristrutturate ed attrezzate, i 7 ettari di terreno sono stati rimpiantati con vitigni selezionati ed oggi, grazie all'assistenza dei tecnici del prestigioso istituto di San Michele all'Adige, sono pronti vini di pregio in piccole produzioni che vogliono recuperare la grande vocazione enologica che nei secoli i cittadini di Ischia hanno creato strappando il terreno alle pendici dell'Epomeo. Risalendo i terrazzamenti, dove la vigne si fa panoramica, è ancora funzionante il Fosso dei  Conigli, tradizionale metodo di allevamento la cui origine si perde nei secoli. Nel Fosso dei Conigli crescono in uno stato di semi libertà avendo la possibilità di scavare le proprie tane. La carne degli animali così cresciuti sono particolarmente prelibati e fanno del piatto isolano per eccellenza, il coniglio alla cacciatora, una pietanza assolutamente straordinaria.
La PietraTorcia è una grande e pesante pietra di tufo verde, con un foro in alto e due laterali, utilizzata per secoli dai contadini di Ischia come peso nella spremitura delle uve successiva a quella effettuata con i piedi.
Il fregio scelto come marchio per le cantine di PietraTorcia è il decoro di un cratere dell'VIII secolo avanti Cristo rinvenuto a Ischia nella necropoli della baia di San Montano.
Le Cantine di PIETRATORCIA vogliono essere un segnale d'inversione di tendenza verso il recupero dell'antica civiltà contadina dell'isola e del suo territorio. I vini di PIETRATORCIA sono prodotti con le più avanzate tecnologie enologiche da antiche famiglie isolane, Iacono, Regine e Verde, che si avvalgono della preziosa assistenza di tecnici dell'Istituto di San Michele all'Adige (TN).
PIETRATORCIA civiltà contadina e vini di pregio dell'isola d'ischia Le cantina e le vigne sono aperte al pubblico e, da aprile e ottobre, è possibile visitarle degustando i vini ed assaggiando piccole prelibatezze ispirate alla cucina contadina ischitana e mediterranea.
Assolutamente indimenticabile è il pane e pomodoro: il pane è quello lievitato con il criscito e cotto nel forno a legna; i pomodori sono quelli piccoli e tondi di Ischia che, grazie al terreno vulcanico e al sole generoso  dell'isola, sono saporiti e dolcissimi; il basilico profumato è l'olio rigorosamente profumato e l'olio rigorosamente extravergine fanno il resto. E poi piccole fritture di pastella e di erbe profumate, formaggi e salumi riscoperti in piccoli centri dell'appennino campano e mille altri assaggi.
Le degustazioni avvengono di fronte alla cantina dei legni, sotto un pergolato di viti e su tavoli di pietra vulcanica. Attorno al 700 a.C. gli Eubei sbarcano a Ischia e trasformano l'isola nel primo insediamento della Magna Grecia.  Vi portano usi e costumi dell'evoluta civiltà ellenica, tra i quali la coltivazione della vite, segnandone per sempre l'alta vocazione. Le cantine PIETRATORCIA si propongono di rilanciare l'immagine dei vini d'Ischia realizzando grandi vini di prestigio in piccole produzioni. Per realizzare questo ambizioso progettto è stato realizzato il reimpianto dei nuovi vigneti su sei ettari di terreno e l'allestimento di cantine tecnologicamente all'avanguardia.

GREEN GROUND

L’associazione GREEN GROUND® IL TERRENO VERDE – AGRICOLTORI E ZOOTECNICI CUSTODI ha lo scopo di tutelare e preservare i prodotti agricoli e zootecnici dell’Isola d’Ischia ,ha fatto sua bandiera il tradizionale “Coniglio da Fossa” e i Fagioli Zampognari; aiutando con supporto tecnico scientifico i contadini in difficoltà ed evitare in tal modo l’abbandono di una storia isolana e la perdita di un’identità. Dall’altra parte si vuole occupare della promozione di questi prodotti e della Ischia contadina, che ancora esiste ma sta attraversando un periodo di confusione.
Il Coniglio da Fossa dell’isola d’Ischia è entrato a far parte del progetto dei Presidi Slow Food ossia 150 prodotti da salvare in tutta Italia, fanno parte dei prodotti dell’Arca anche i Fagioli zampognari, le mele annurche del Piano e le arance di Panza.
I sostenitori della associazione sono Riccardo d’Ambra, promotore di tutta l’iniziativa; Sara e Attilio Mancusi giovane coppia, lavoratori della terra da sempre , fa parte del loro corredo genetico. Sono forse l’espressione dell’orgoglio contadinbo più vero; Giovanni Di Meglio, Agronomo e produttore di fagioli zampognari in particolare, ma esperto nella cura delle viti, che non prescinde dagli obiettivi dell’associazione; Dott.ssa Silvia d’Ambra, agronomo che si supervisore del progetto; L’obiettivo comune è quello di regolarizzare i prodotti schietti della terra.
Per informazioni: 340/7336816 email: s.dambra@libero.it

AGRICOLA SAN DOMENICO

L`azienda agricola San Domenico è una delle più grandi dell`isola d`Ischia con circa sei ettari di terreno coltivati,i quali producono tutti vini a doc.
La maggior estensione dei terreni si trova a Forio sulla collina di San Domenico che sovrasta la spiaggia di Citara ed è nei pressi delle famose fumarole; il calore del terreno per la sottostante presenza di acque minerali e la favorevole esposizione dei terreni permette una perfetta maturazione dei grappoli ed esaltazione degli aromi.

PERRAZZO VINI

Nel 1880, nelle profonde gole tufacee del Porto d'Ischia, antica officina di secolari botti, nasce la Alfonso Perrazzo & C., la più antica casa vinicola dell'isola. Dopo pochissimi anni, alla fine del secolo scorso, arrivarono i primi riconoscimenti ufficiali: sono una sorta di "diploma" redatti dalla Camera del Lavoro "Gian Battista Vico", i cui originali sono tuttora ben conservati dalla Casa, nella versione originale.
Ma è soltanto nei primi del '900 che la intraprendenza del Cav. ufficiale Alfonzo Perrazzo, sindaco d'Ischia, ottiene risultati rilevanti con il commercio all'ingrosso dei vini isolani sfusi (quartaruli, barili e carrati), destinati al mercato nazionale ed europeo (Francia compresa!). I principali clienti dei vini della cantina di Don Alfonzo sono i veronesi e le aristocratiche aziende spurnantistiche del Piemonte e del Veneto che, via mare, si riforniscono direttamente alla banchina dall'Azienda.
Anche i toscani per carenza di vitigni a buccia bianca si rivolgono alla Perrazzo per produrre ì loro vini tranquilli. Atipici rispetto agli altri vini del sud, per la loro finezza ed eleganza i vini d'Ischia incontrano a mostre e concorsi i più alti consensi. E Don Alfonzo, come tutti gli uomini dì grande ambizione, non si accontenta. Con l'apporto entusiasta di figli e nipoti, inizia una distribuzione delle più famose tipologie Ischia, Capri, Epomeo, Falerno, nei ristoranti à la page dell'epoca, con un particolare riguardo a quelli di Napoli: tra questi, "Zi Teresa", "La Bersagliera", "Trianon" ......
Don Alfonzo, antesignano della moderna vendita per corrispondenza, fornisce le famiglie patrizie napoletane: sicuramente. impressionante è la raccolta filatelica conservata sulle cartoline, d'epoca di risposta agli ordinativi dei vini.